Monastero di San Pelayo de Cerrato

Il Monastero di San Pelayo de Cerrato sorge a soli 2 km dalla città di Cevico Navero, nell’estrema periferia sud-est della provincia di Palencia (Spagna).

Nel 2007, la Fundación Grupo Siro ha iniziato un rigoroso progetto di ristrutturazione del Monastero Premostratense di San Pelayo da Cerrato con l’obiettivo di recuperare i resti e creare uno spazio ambientale adeguato alla dignità storica del monumento.

La nostra sede

Anni dopo, la Fundación Grupo Siro è riuscita a rivalutare e nobilitare le rovine del Monastero di San Pelayo da Cerrato oltre ad aver contribuito allo sviluppo della comunità locale.

Oggi il monastero è un monumento unico e sede della Fundación Grupo Siro, caratterizzato dalla tradizione dei suoi oltre 1000 anni di storia e dalla modernità di un edificio completamente collegato.

Aggiungere valore alla Comunità

Attraverso la cura e l’amore di chi conosce il territorio, il Monastero di San Pelayo è stato restaurato da aziende locali di scalpellini, falegnami, forgiatori … tutti mestieri tradizionali, capaci di comprendere la tutela del patrimonio fin dalle origini.

I maestri che lo hanno reso possibile

I 5.000 m² sono stati restaurati attraverso lo sforzo di oltre 300 persone guidate da:

Rafael Manzano Martos

Architetto, studioso e docente di Storia dell’Architettura, ha dedicato la sua vita allo studio del Classicismo, sia in Occidente sia nel mondo islamico, ripristinando diversi monumenti in Spagna e realizzando un’architettura che, all’interno della modernità imposta dal nostro tempo, non ha mai rinunciato ai valori del patrimonio classico.

Da sostenitore dei principi sopra citati, Rafael Manzano Martos è stato vincitore dell’Ottavo Premio Richard H. Driehaus di Architettura Classica, conferito negli Stati Uniti nel 2010 e promosso dal grande mecenate americano Richard H. Driehaus attraverso la Scuola di Architettura dell’Università di Notre Dame dell’Indiana. Questo premio è considerato uno dei riconoscimenti più importanti al mondo grazie a una carriera legata all’Architettura Tradizionale e classica nonché al Restauro.

In concomitanza con il conferimento del citato premio negli Stati Uniti, Richard H. Driehaus annunciò la creazione di un nuovo riconoscimento in difesa del patrimonio urbanistico spagnolo e delle tradizioni architettoniche spagnole, il quale si espande dal 2017 al territorio portoghese: il Premio Rafael Manzano della Nuova Architettura Tradizionale.

È stato docente presso la Scuola Tecnica Superiore di Architettura all’’Università di Siviglia dal 1996, dove è stato anche Preside-Decano dal 1974 al 1978. Ha tenuto conferenze in diverse università nazionali e internazionali.

Antonio Conejero Urbán

Architetto specializzato in progettazione urbanistica e titolare dello Studio di Architettura CONUR ARQUITECTOS, attraverso il quale ha realizzato progetti immobiliari residenziali, di ristrutturazione, industriali, abitazioni private, progetti di riqualificazione e sviluppo urbanistico ed altro ancora.

In qualità di esperto in Gestione di Aziende Immobiliari, MBA presso IESE e UNAV, ha tenuto conferenze, seminari e convegni nazionali ed internazionali in paesi come Italia, Finlandia, Stati Uniti, Spagna, Germania e India.

Tra i suoi progetti realizzati si annoverano: l’immobile di i+dea, una struttura privata per la ricerca e lo sviluppo tra i primi in Europa, l’edificio della sede principale del Grupo Siro a Venta de Baños, Palencia, e molti edifici industriali del Grupo. Progettazione e realizzazione di strutture a Madrid, Palencia, Valencia e Valladolid. E anche: numerosi progetti di riqualificazione tra i quali: la Casa de los Duques di Buendía e la Completa Ristrutturazione della Piazza del Mercado, entrambe a Dueñas, Palencia.

Antonio è anche Membro del Consiglio della Family Business Network e Presidente del Comitato Esecutivo del FBN e del Forum dell’Istituto dell’Impresa Familiare.

Le origini del Monastero di San Pelayo:

La scrittura più antica che parla dell’esistenza del Monastero di San Pelayo di Cerrato è una lettera-testamento che apparteneva all’archivio del Monastero. Nel contenuto della lettera si narra che durante l’anno 934, durante il regno del principe Ramiro II e nel periodo in cui il conte di Castiglia era Fernán González, il signor Oveco Díaz e sua moglie Gutina, insieme con i loro figli, donarono all’abate del Monastero di San Pelayo, Pedro, e ai suoi monaci, l’eredità di Valdeavellano, un terreno che si estende fino a Cevico, tutto ciò in remissione dei loro peccati.

Nel 1145, sotto la protezione di Alfonso VII, il Monastero passa all’ordine dei canonici regolari di san Agostino e nel 1156 o 1159 ai Premostratensi, convertendo il Monastero in una sede del Monastero de la Vid (Burgos).

Se la morte di San Pelayo avvenne intorno all’anno 920, e si parla già del Monastero di San Pelayo de Cerrato (934) sotto il regno di Ramiro II, pochi anni dovettero intercorrere tra il suo martirio e questa fondazione.

Nella sua storia più recente, viene utilizzato prevalentemente come centro dedito alla formazione. Nel 1568 il Capitolo Provinciale dell’ordine dei premostratensi invitò a costituire in esso un Istituto di Arti umanistiche, nel XVIII secolo era contemplato lo studio della filosofia e oggi è una delle sedi del San Pelayo Business School, la scuola di formazione per i lavoratori di Cerealto e Grupo Siro.

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